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...dislessiche...

La mamma di Giustino

La mamma di Giustino gli preparava tutte le mattine una locazione coi fiocchi.Fette biscottate con burro e te o quatto tipi di mammellata, mirtilli e fragole appena raccolte dall'orco, jogurt bianco, cereali di ogni sorta, un bel bicchierone di latte fresco e cucco d'arancia a volontà.

Non c'è niente di meglio di una buona locazione per partire alla grande ed affrontare la giornata. Con quella roba nello stomaco Giustino tirava avanti fino all'ora di pranzo restando sempre concertato sul banco di scuola… saltando (oplà) anche la ricreazione.

Ma una mattina alle sette e attenta circa, la tavola non era ancora stata apparecchiata; vedendola, sorpreso Giustino esclamò: ”Mamma, mamma, dov'è la mia locazione?”

E' inutile che strilli Giustino, la mamma se ne è andata per sempre stanotte; prova a svegliarla se ci riesci.

Il papà d'Orlando furioso

Che caldo faceva a casa d'Orlando? Anche fuori non scherzava. ”Fa afa” disse il papà d'Orlando e anche la sorella conveniva per non parlare della mamma poi! Tutti d'accordo i componenti.

Allora Orlando si offrì volontario per andare a comprare il legato a tutta la famiglia felice, ma non troppo per il caldo.

Pistacchio e nocciola per papà,tonno e salmone per la sorellina e bacio e rema per lui…per mamma una gradita al limone, ripeteva a voce alta lungo il tragitto.

“Ciao Orlando”, disse una voce dall'altra parte della strada.

”Buon giorgio signora Tomadini”, rispose educatamente Orlando tirando dritto e riattaccando il mantra: pistacchio e fragola per papà, nocciola e bacio, limone e crema piu' una gradita al melone. E il tonno? Mah! E cosi' fino alla legateria.

Quando arrivo' a casa i legati si erano un po' sciolti per via del caldo assassino, ma in fondo dovevan essere pur sempre buoni, pensò Orlando.

La vista di quel prodotto sciolto, sbrodolato sul cono, fece infuriare il papà: ”Cos'è questa brodaglia?” disse e lo spiaccicò in testa al povero Orlando! Gli altri componenti fecero lo stesso uno dopo l'altro.

Non seppero mai dello scambio di gusti.

Povera Tania

Vinaio, tra due monti e un letamaio. Trentacinque anime in un paesino talmente sino, che tutti conoscevano tutti e viceserva. Di questo passo sarebbe diventato un paesino fantasmino.

Fu allora che Tonet ebbe un idea, anzi un ideona per quel paesino fantasmino.

“Dobbiamo fare tanti figli come i conigli se non vogliamo estinguerci”, penso'. Sicuro della sua geniale trovata ,andò a bussare alla porta di tutti gli atibanti di Vinaio per informarli del piano e cominciare al piu' pesto.

Andò prima da Jacum di Sfile, Omar e Palmiro, poi da suo cugino Palet, Oreste, Toni e poi giu' al bar da Bepi e Viji, Feo, Ivo, Pino e Luigino, Aldo e Ferruccio continuando con Ezio, Mario de Vaiotte, Ermes, Bruno e Tivo e da Juan, Callisto ed Germano piu' Patrizio ed Enea che lo disse a Italo.

Restavano solo quattro bambini, Luca, Paolo, Matteo, Simone e……Tania, la tata.

 

Raptus

Che bella macchian si era comprato Chimele! Nuova, sportiva, confortevole, con ABS piu' EBD e il doppio airbag di serie, oltre al climatizzatore. Non è felicittà questa?

Viji Cjuet¹ ne era invidioso,non potendo guidare per via di quella maledetta gamba; ma questa era la macchian di Chimere e ogni volta partiva felice. La prima rata l'avrebbe pagata dopo nove mesi, il tempo di fare un marmocchio e sposarsi con Maria.

Viji Cjuet era invidioso. Da sempre amava Mara o Maria o come diavolo si chiama, ma lei lo aveva rifiutato per via di quella maledetta gamba.

Un giorno, sfrecciando per le strade del cento ad altissima velocittà, perché Chimele sfrecciava, scorse dall'ungi una vecchietta che col bastone attraversava le strisce pedonali a fatica.

Subito la tentazione di stendere la vecchia e fare 100 punti, fregandosene delle conseguenze, si impadroni' della menta malata di Chimere. Era come in un video game.

Accortasi dell'imminente pericolo, la vecchia s'affrettò come patè ad attraversare la strada ma realizzando ormai la propria fine, prima di essere definitivamente travolta a 180 Km allora, agitando in aria il bastone esclamò: ”Lode a Cristooooooo”. Forse per meritarsi il paradiso in extremis o chissà.

Chimele, ancora in preda al raptus si schiantò contro il negozio di scarpe all'angolo sfondando la vetrina e distruggendo tutto, anche la sua macchian uova.

La settimana seguente, sulla vetrina ricostruita del medesimo negozio, una scritta gigante diceva: “Maffei liquida tutto!!!..e a chi acquista un calza scarpe, un paio di Timberland in omaggio!!!”

Non è felicittà questa?

By T.Tam

1 -ZOPPO in friulano